Miracolo di San Marco

Tintoretto - 1548
olio su tela - 541x415 cm
Gallerie dell'Accademia, Venezia

Il dipinto riprende il miracolo di San Marco nel quale il Santo interviene per salvare uno schiavo che stava per essere martirizzato dal padrone pagano, che lo aveva sorpreso a venerare le sue reliquie.

La scena si svolge sotto una pergola e sullo sfondo si vede una piazza e alle sue spalle un giardino. La prospettiva converge verso il centro e la linea dell'orizzonte è posta in alto come se lo spettatore osservasse da una posizione soprelevata.

I personaggi principali sono tre: lo schiavo a terra con gli strumenti di tortura spezzati, un vecchio sulla destra al quale vengono mostrati gli strumenti e San Marco in alto visibile solo dallo spettatore e non dai protagonisti del dipinto.

La folla è rappresentata con un movimento che va da sinistra verso destra: i personaggi di sinistra si sporgono per vedere, quelli di destra si ritraggono.

Il colore nei primi piani è violento e pastoso per dare volume ai corpi, mentre sullo sfondo è più tenue per rendere maggiore l'effetto prospettico.

Ma la vera protagonista è la luce che assume intensità diverse nelle varie zone del dipinto; è vivace e naturale nel paesaggio dello sfondo, cupa sotto la pergola dove sta avvenendo la tragedia, è innaturale e divina attorno a San Marco.

In quest'opera, pur essendo una delle prime realizzate dall'autore, è già evidente l'abilità di Tintoretto nell'uso della luce; essa mette in evidenza i personaggi e li proietta nello spazio scenico del quadro.

Miracolo di San Marco
José Luiz Bernardes Ribeiro, CC BY-SA 4.0, Wikipedia